
Ieri sera si sono concluse le elezioni in Cile. Dopo vent’anni di governo della Concertación (sinistra) il testimone passa alla Coalición (destra). La competizione vede quindi il candidato di sinistra, Eduardo Frei, perdere di misura contro l’imprenditore Sebastian Piñera.
Ci sarebbero da fare molte riflessioni, anche politiche, che però potrebbero poco interessare ai lettori Italiani. Mi soffermo, piuttosto, su alcuni punti e in particolare con dei paragoni tra queste elezioni e alcune che abbiamo visto in Italia.
1. Campagna politica
Ho seguito alcuni aspetti della campagna elettorale in Cile e mi sono reso conto che a livello comunicativo sono avanti rispetto all’Italia. Si pecca ancora di qualche ingenuità (e ci sta, data la giovane Democrazia), ma alcuni video sono davvero delle chicche di comunicazione.
Ecco un video della campagna di Frei, in cui si ironizza sui denari del neo-eletto Piñera. E’ in spagnolo, ma secondo me è di facile comprensione (“Tatan” è il soprannome di Piñera):
2. Social Network
Tutti i social network sono stati usati e in maniera massiva. Su YouTube potete trovare tutti i video ufficiali della campagna elettorale di Frei e Piñera e su Twitter l’elezione è stata seguita in tempo reale da centinaia di Cileni in tutto il mondo con i tag #e10 e #chilevota.
3. Toni
Come in ogni campagna i toni sono stati spesso duri, mai però hanno passato un certo livello di tolleranza che invece, qui in Italia, si è largamente superato. Alla fine delle elezioni, non solo una telefonata di cortesia tra sconfitto e vincitore, ma una visita in piena regola al suo quartier generale. Inoltre, una chiamata in diretta tv della Presidente (di sinistra) Michelle Bachelet, concordando una visita a casa dello stesso Piñera già per questa mattina, per fare colazione insieme. Non so quanto questo sia proponibile nel nostro Paese.
4. Ombre del Passato
Avere scelto un Presidente di destra può stare a significare, finalmente, che dopo anni in cui l’ombra di Pinochet e della dittatura ha continuato ad aleggiare, il Cile è pronto davvero a voltare pagina, ad essere davvero unito e a schierare programmi, idee, senza alcuna ideologia di sorta.
5. Efficienza
E’ vero, il Cile è un Paese dalla popolazione esigua rispetto all’Italia. Eppure, con un conteggio fatto a mano, i seggi hanno aperto alle 7 del mattino, alle 16 hanno iniziato a chiuderli. I voti sono stati scrutinati in diretta tv (con tanto di esibizione, voto per voto, da parte dei presidenti di seggio). Alle 18 c’erano già dati ufficiali. Alle 20 erano già stati fatti discorsi di sconfitta e di vittoria da parte di entrambi i candidati. Buona la percentuali di votanti, con 30° di temperatura e le macchine pronte, subito dopo il voto, per partire in vacanza al mare. Un esempio per ogni Democrazia.
Tuttora restano dei capitoli, anche importanti, da risolvere, come il voto per i residenti all’estero oppure la risoluzione dell’evidente conflitto d’interessi del nuovo Presidente.
Resta il fatto che ieri, in Cile, c’è stata una vera festa di Democrazia.
E hanno vinto tutti.
Photo Credit: Diegosaurius Rex
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